Storia dell'Accademia 

Storia dell'Accademia

La Grande Accademia Nazionale di Scherma, come allora si intitolava, fu fondata a Napoli nel 1861 per volontà di tre gentiluomini partenopei - il cav. Carlo Cinque e i Maestri d'arme Giacomo Massei e Annibale Parise - rappresentando il punto di convergenza delle massime esperienze schermistiche maturate nella città in cui la nobile arte vanta una tradizione risalente al XV secolo.

Generale Enrico CialdiniLa presidenza onoraria fu offerta al generale Enrico Cialdini, luogotenente del re nelle province meridionali, che accettava l'incarico onorifico e comunicava di aver disposto un donativo per il miglior avvio delle attività dell'associazione.

Dalla sua creazione il sodalizio operava, secondo quanto disposto dallo statuto, "per l'insegnamento e la diffusione della scherma di scuola napoletana" e nel 1880, dopo circa venti anni di attività, un decreto del re Umberto I concedeva a quella che ormai si chiamava Accademia Nazionale di Scherma lo status di Ente Morale. Lo stesso provvedimento, inoltre, approvando il nuovo statuto organico, conferiva al sodalizio la facoltà di rilasciare diplomi abilitanti all'insegnamento della scherma.

Terminata l'unificazione politica dell'Italia, al Ministero della Guerra apparve indifferibile l'individuazione di un univoco indirizzo didattico per l'insegnamento della scherma nei reparti dell'esercito e a tale fine fu bandito un concorso nazionale per la presentazione di trattati per "l'esercizio ed il maneggio" di spada e sciabola.

Masaniello PariseRisultò vincitore un giovane Maestro dell'Accademia Nazionale di Scherma, Masaniello Parise, che con il proprio trattato "modernizzava il sistema napoletano migliorandolo e rendendolo più rispondente alle risorse intellettuali nel combattimento ed avendo così il merito di aver dato un nuovo forte impulso alla scherma italiana".

L'indiscussa alta competenza della Commissione Tecnica istituita presso l'Accademia Nazionale di Scherma ed il prestigio del diploma magistrale conferito dall'ente napoletano determinarono, già da allora, l'arrivo a Napoli di numerosi aspiranti al titolo di Maestro provenienti da tutto il mondo ed i cui nomi, oggi, figurano nello storico albo magistrale dell'ente.

Intanto presso il sodalizio si costituiva una Giuria di Onore con il compito di dirimere le complicate controversie cavalleresche e cercare, così, di porre un argine al dilagante uso del duello quale irrinunciabile soddisfazione all'onore offeso. Nel 1904, un decreto reale di approvazione del rinnovato statuto sociale ufficializzò il ruolo di quella Giuria che annoverava tra i propri componenti le massime cariche civili e militari rappresentanti lo Stato in città nonché gentiluomini noti per la specchiata reputazione e per la profonda conoscenza delle regole cavalleresche.

Il primo conflitto mondiale causò un brusco rallentamento delle attività del sodalizio che si vide privato di numerosi soci caduti in battaglia.
Al termine della tragica esperienza bellica, attraverso l'organizzazione di feste schermistiche e tornei di altissimo livello, l'Accademia si riappropriò del ruolo di primo piano che le era proprio nel panorama sportivo nazionale ed internazionale e in quegli anni furono ospiti del sodalizio campioni quali il grande Agesilao Greco -che in quelle sale espose le sue nuove applicazioni alla scherma di sciabola- e il pluridecorato Nedo Nadi, mentre frequentemente presenziava ai tornei organizzati dall'ente il principe di Piemonte, futuro re Umberto II.

L'ulteriore e definitivo rinnovo dello statuto sociale fu approvato con decreto firmato dal re Vittorio Emanuele III il 16 dicembre del 1926 e, con esso, si confermava la competenza dell'Accademia Nazionale di Scherma, attraverso la propria Commissione Tecnica, a rilasciare il diploma di Maestro di Scherma.

Il secondo conflitto mondiale arrecò gravi lutti all'Accademia che, ancora una volta, si vide privata della vita di numerosi soci inviati a combattere sui numerosi fronti di guerra ma subì anche la devastazione della sede sociale, bombardata durante l'attacco aereo che il 4 agosto del 1943 colpì il centro storico di Napoli.

La dura ricostruzione seguita alla fine della catastrofe mondiale riguardò anche il sodalizio che, privato di una degna e funzionale sede, affannosamente riprese la propria attività grazie alla smisurata passione dei pochi soci superstiti. Si avviò una gestione straordinaria che proseguì quasi ininterrottamente fino all'inizio degli anni cinquanta quando venne eletto il nuovo consiglio di amministrazione dell'ente.

Maschio AngioinoVerso la fine di quel decennio l'amministrazione comunale di Napoli concesse finalmente dei locali degni della storia e del prestigio dell'ente e, così, nella Sala Carlo V in Castelnuovo (Maschio Angioino), tornò a "riecheggiare lo stridore dei metalli incrociati".

Da allora, sulle pedane dell'Accademia si formarono generazioni di schermitori che grazie ai tanti risultati ottenuti, decretarono la rinascita della scuola schermistica napoletana e contribuirono a determinare le condizioni per l'avvio di nuove iniziative - sostenute dalla Federazione Italiana di Scherma - quali corsi magistrali e attività di propaganda per la diffusione della disciplina sportiva tra i giovani.

Una nuova destinazione del castello angioino nel 1976 rese necessario il trasferimento della sede del sodalizio presso il Centro Polisportivo "A. Collana" dove l'Accademia ha proseguito fino al 2005 nella propria attività continuando a tener fede all'antico prescritto statutario, forte della consapevolezza che naturale evoluzione dell'antica scuola napoletana è la attuale scuola italiana di scherma. Rimasta senza sala per un dissesto strutturale dello Stadio Collana, l'Accademia è ora senza una sede approprata ed è ospitata dal Coni di Napoli.

Presso l'Accademia Nazionale di Scherma di Napoli si continuano a tenere le sessioni d'esame per il conseguimento del titolo di Istruttore e del diploma di Maestro di Scherma pienamente riconosciuto a seguito del citato decreto del 1926, nonché quelli per il conseguimento del titolo di Istruttore e del diploma di Maestro di Kendo, mentre tra le ultime manifestazioni organizzate dall'ente spiccano, nell'ambito della "Fiesta española in Nápoles" tenuta nel 1986, un incontro alle quattro armi con la Real Federación Española de Esgrima e in occasione del 130° anniversario della fondazione, una due giorni schermistica culminata nell'incontro tra le compagini del sodalizio napoletano e della Federazione Polacca di Scherma.

L'Accademia conserva ed aggiorna tutti i dati relativi al rilascio dei diplomi magistrali e pone a disposizione degli studiosi una fornita biblioteca di testi schermistici antichi e moderni in italiano e nelle maggiori lingue europee.

a cura di Bernardo Leonardi

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